Il Progetto Nutrizionale Genetico N.I.Ge.F

Il Progetto Nutrizionale Genetico N.I.Ge.F

Durante l’intervista con Sabina Sardu, fondatrice e direttrice del centro estetico BeautyTrend, la vostra scorsa abbiamo spiegato come  raggiungere un dimagrimento stabile e duraturo adottando uno stile alimentare personalizzato con un test del proprio DNA, alleato di tutte le persone che, pur alimentandosi correttamente e in modo equilibrato, pur praticando attività fisica, pur conducendo uno stile di vita sano, lamentano enormi difficoltà a raggiungere il peso ideale, e, se raggiunto, a mantenerlo nel tempo.

Sabina SarduIn questa seconda parte dell’intervista vedremo come la Nutrizione Immuno Geno Funzionale sia un  percorso che, attraverso lo studio delle velocità metaboliche effettuato in base a test genetici e l’integrazione delle più avanzate scoperte in campo immunologico, endocrinologico, neurologico e metabolico, permette un dimagrimento senza stress e facilita l’utilizzo del cibo come reale medicina per il raggiungimento di un benessere duraturo.

Cos’è il Progetto Nutrizionale Genetico N.I.Ge.F ?

Il NIGeF è il percorso alimentare specifico e fortemente personalizzato elaborato sulla base della struttura genetica di ogni singolo paziente e tiene quindi conto delle vere esigenze della persona. E’ uno stile alimentare costruito intorno alle reali necessità metaboliche e genetiche uniche per ogni persona e va quindi adottato per tutta la vita. Seguire il percorso alimentare NIGeF è semplice perché non richiede particolari privazioni e consente di dimagrire e mantenere il peso ideale  offrendo  tante valide alternative di cibi sulla base del gusto personale di ogni paziente.

Come funziona il Progetto Nutrizionale N.I.Ge.F?

Il N.I.Ge.F non è una dieta – anche se per semplicità la definiamo tale, è un metodo composto da  piani alimentari sani e personalizzati, e per ottenere i benefici e i vantaggi voluti è fondamentale applicare alcuni regole, che sono i punti fermi per raggiungere il successo desiderato. Esse sono:

– Il piano alimentare personalizzato è un progetto educativo da portare avanti nel tempo

– I principi immuno-geno-funzionali individuali vanno applicati sempre

– Il piano alimentare da seguire è una mappa alimentare elaborata sulla base del responso del test

La dieta N.I.Ge.F. è in pratica il mezzo da percorrere per costruire e seguire un progetto alimentare educativo rispettando 4 criteri:

la Consapevolezza, la Rimodulazione, il Cambiamento e la Stabilizzazione.

Per raggiungere la finalità educativa della dieta N.I.Ge.F. , che è un percorso da raggiungere e percorrere nel tempo, la dieta deve diventare intima con la persona, diventandone parte integrante della sua quotidianità e accompagnandola nel tempo. L’unico modo per ottenere un piano alimentare duraturo è che la dieta non sia restrittiva.

Quali sono le parti più importanti del piano alimentare da adottare? 

Sono 4 i punti da ricordare.

1) Educarsi al controllo: non pesare gli alimenti ma gestire le giuste quantità di cibo mangiate

(Educarsi al controllo non pesando gli alimenti è un comportamento fortemente desiderato da chi deve seguire una dieta. Uno stile di vita moderno infatti rende difficoltoso seguire nel tempo  un’alimentazione controllata e pesata, fonte oltretutto di stress e demotivazioni).

Educarsi al controllo non pesando gli alimenti è anche un comportamento che porta a nutrirsi in modo consapevole e responsabile, perché insegna alla persona a controllarsi e a gestire le quantità di cibo assunte: il fatto che non sia richiesto di pesare gli alimenti non significa infatti che è consentito mangiare a dismisura.

La maniera migliore per educarsi al controllo è: diminuire la quantità di ingredienti durante il pasto,  mantenere le quantità che siamo abituati a mangiare per ogni alimento ma non aumentarle, alternare nella giusta misura tutti gli alimenti e le combinazioni senza privilegiare solo quelli più graditi, seguire un regime che abbia qualche pasto proteico

Educarsi al controllo permette, senza rendersene conto e senza privazioni, di ridurre notevolmente l’apporto calorico semplicemente seguendo le giuste combinazioni studiate in base alla propria risposta al test genetico e di perdere, grazie al risparmio calorico conseguente, 2.5 -3.0 Kg di peso al mese.

Un’ulteriore spinta al successo della dieta è data anche dal supporto di un regime lievemente iperproteico in alcuni pasti. Seguire questa regola è basilare per raggiungere un dimagrimento soddisfacente con il metodo N.I.Ge.F.

Applicare un regime lievemente iperproteico in alcuni pasti – esempio pranzo e cena e non colazione e spuntini, non significa abbandonare del tutto lo stile di alimentazione mediterranea eliminando drasticamente il consumo di carboidrati ma fare, per un tempo provvisorio,  alcuni pasti composti da un limitato contenuto di cereali.).

2) Educarsi all’attesa: gratificarsi con criterio  senza esagerare con gli alimenti che piacciono di più

Educarsi all’attesa significa imparare a gestire quegli alimenti di cui siamo golosi che, piacendo di più, sono quelli solitamente più ricercati e desiderati. In questo percorso bisogna imparare a vivere la trasgressione senza colpevolizzarsi. La trasgressione fa infatti parte del piano e riconoscerla aiuta a evitare di ricaderci. Come principio per esempio, nelle fasi iniziali N.I.GE.F. e Rimodulazione, è consigliato mantenere invariata la colazione secondo le proprie abitudini anche se composta da qualche alimento trasgressivo per meglio predisporre la persona alla dieta chiedendole per contro qualche rinuncia in più in altri pasti. Si parla quindi di Educazione all’attesa proprio per abituare le persone a dosare i cibi che piacciono di più, proprio perché sono gli alimenti che si vorrebbero sempre presenti nei pasti).

3) Educarsi alla scelta: concedersi più opzioni di scelta sugli alimenti e evitare che siano ripetitivi

Il progetto alimentare N.I.Ge.F. consente alla persona di scegliere cosa inserire in un pasto, è quindi fondamentale che venga adottato un criterio di selezione a rotazione, anche per fare in modo di riconoscere il perché di alcune preferenze rispetto altre. Infatti spesso alcuni alimenti vengono privilegiati nella fase della fame biologica mentre altri sono maggiormente ricercati durante quella emotiva. L’educazione alla scelta, oltre che fortemente gratificante perché non obbliga ad accettare una singola opzione, consente quindi alla persona di capire se in un dato momento desidera saziarsi perché ha fame o desidera semplicemente gratificarsi con del cibo e di dare quindi il giusto cibo alla necessità del momento. Un esempio può essere la facoltà concessa di scegliere tra pane e gelato: se la persona ha fame tenderà a scegliere il pane, diversamente se già gli altri alimenti del pasto bastano a saziarlo la scelta può cadere tranquillamente sul gelato.

4) Educarsi a ripartire: gestire una trasgressione alimentare adottando una misura di compenso

È essenziale prevedere la fase della trasgressione, perché qualsiasi dieta implica prima o poi questo momento, e non necessariamente per mancanza di volontà ma sovente dalla mancanza di educazione. L’importante è imparare a vivere la trasgressione come una fase normale e non come un fallimento, cercando di trovare in essa un nuovo stimolo per continuare e ripartire. Bando quindi ai sensi di colpa, ma anche a far finta di niente.

L’intervista continua la prossima settimana 
La prima parte dell’intervista
“La dieta del DNA per raggiungere un dimagrimento stabile e duraturo”

Per domande: redazione@clinicaebenessere.it

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