Dimagrimento: in cosa consiste il Test  del DNA N.I.Ge.F.?

Durante l’intervista con Sabina Sardu, fondatrice e direttrice del centro estetico BeautyTrend, nelle puntate scorse  abbiamo spiegato come  raggiungere un dimagrimento stabile e duraturo adottando uno stile alimentare personalizzato con un test del proprio DNA, e abbiamo illustrato il Progetto Nutrizionale Genetico N.I.Ge.Fpercorso alimentare specifico e fortemente personalizzato elaborato sulla base della struttura genetica di ogni singolo paziente e tiene quindi conto delle vere esigenze della persona. Per finire abbiamo spiegato quali sono i princìpi della dieta del DNA.

Spieghiamo oggi come il test N.I.Ge.F. sia il mezzo principale da cui parte l’elaborazione del protocollo personalizzato di nutrizione immuno funzionale. Questo test, oltre alla vera analisi di laboratorio, comprende anche una serie di questionari rivolti al soggetto e servono a conoscere:

dieta - ragazza con mela

– le sue eventuali problematiche comportamentali, relazionali e psicologiche dietro cui può celarsi il personale rapporto col cibo  Attraverso la sua elaborazione è possibile adottare la migliore strategia per aiutare, sostenere e motivare il soggetto durante il percorso nutrizionale, in quanto serve a capire se vive il suo sovrappeso con ansia, il tipo di obiettivo che vorrebbe raggiungere, quanto la sua volontà e costanza possano velocizzare o rallentare il dimagrimento, il suo grado di responsabilizzazione in merito al successo della dieta,

– le sue problematiche metaboliche e i suoi livelli di criticità biochimica (Test Geno N.I.Ge.F.). Questo test indica le diverse velocità metaboliche in particolari reazioni biochimiche e permette di capire il miglior modo di nutrirsi al fine di velocizzare queste reazioni. Inoltre permette di individuare la predisposizione verso patologie metaboliche, i meccanismi di detossificazione delle proprie intolleranze, e l’esistenza dell’intolleranza al glutine.

– i suoi giusti livelli e limiti di assunzione del cibo per poter meglio tarare la personalizzazione del sistema alimentare in base al profilo della persona (Anamnesi e Piramidi Alimentari). Partendo da un questionario specifico sulle abitudini alimentari del soggetto viene formulata la Piramide Alimentare Attuale (come si alimenta il soggetto normalmente) che viene poi confrontata con la Piramide Ideale N.I.Ge.F. (l’elaborazione di come dovrebbe essere il piano ideale del soggetto).

Il confronto e l’elaborazione tra le caratteristiche e i parametri di entrambe daranno origine a una Piramide Intermedia che è poi il Percorso alimentare Personalizzato che tiene appunto conto di quello ideale della persona adattato alle sue preferenze,  abitudini e obiettivo realizzabile.

La mappa alimentare

BeautyTrend chieri - sabrina sarduGrazie al test N.I.GE.F è possibile individuare il nostro esatto personale “marchio di fabbric”a del nostro metabolismo che ci distingue da chiunque altro. E’ il nostro DNA.

Il DNA, insieme ad altri fattori ambientali determina la velocità del nostro organismo e  le caratteristiche di molte reazioni biochimiche che, per avvenire, hanno bisogno della giusta quantità di sali minerali, vitamine e altre sostanze fondamentali.

Conoscendo il nostro DNA conosciamo a fondo le caratteristiche del nostro organismo e i migliori nutrienti e carburanti idonei a farli funzionare in modo ottimale.

Grazie allo studio e alla conoscenza del nostro DNA oggi è possibile conoscere tali carburanti non più soltanto in base ai sintomi personali che possono insorgere, ma in base alle nostre predisposizioni genetiche. Inoltre, sempre il DNA ci consente di prevedere quanto il nostro organismo possa essere o meno predisposto alle infiammazioni e quali alimenti possono favorire tali processi infiammatori e quali possano invece inibirli, essendoci una stretta correlazione tra geni e alimento idoneo per l’individuo. Con questi criteri viene  predisposta la Mappa Alimentare personalizzata.

Come viene creata  la Mappa Alimentare?

La particolarità della mappa alimentare è che verifica l’idoneità dei singoli alimenti al proprio codice genetico non sulla base di un singolo disturbo o test, come avviene nel caso delle allergie e delle intolleranze, ma sulla base di un’analisi approfondita della correlazione tra l’alimento e il proprio DNA e le proprie predisposizioni genetiche.

Questo rende possibile individuare un alimento che per esempio migliora gli effetti della ritenzione idrica ma favorisce anche la cefalea in quanto le persone possono soffrire di più sintomi contemporaneamente.

Lo scopo della mappa alimentare è indirizzare l’individuo verso il giusto approccio con i singoli alimenti per permettergli un’alimentazione “su misura” delle sue caratteristiche genetiche e della sua condizione patologica e fisiologica.

La mappa alimentare elabora un responso dando a ogni nutriente un colore sulla base di come questo risponde al test del DNA.

Gli alimenti assolutamente migliori, da assumente obbligatoriamente (salvo quelli il cui gusto non è per niente gradito) il più possibile e che non presentano alcuna controindicazione sono indicati in verde. Oltre a non essere dannosi in alcun modo possono addirittura avere un ruolo terapeutico in quanto la loro assunzione aiuta l’organismo a stare in salute.

Gli alimenti neutri per l’organismo, che non lo danneggiano ma non favoriscono neanche vantaggi terapeutici sono indicati in giallo e sono da utilizzare indifferentemente.

Gli alimenti non idonei al proprio codice genetico che, se assunti con continuità danneggiano il metabolismo e non provocano alcun vantaggio terapeutico sono invece indicati in rosso. Questi nutrienti, che potrebbero coincidere con quelli più graditi e assunti, possono non essere eliminati del tutto, se la privazione dovesse pesare troppo, ma sono in ogni caso da utilizzare raramente, il meno possibile. L’importante è raggiungere la consapevolezza che sono alimenti dannosi per il nostro organismo se consumati oltre una certa soglia, quindi meno compaiono nei nostri piatti meglio è, ciò non toglie che possono talvolta essere assunti con una moderazione e sporadicamente. In caso contrario, possono portare l’organismo a problemi di salute a cui è predisposto.

Per comprendere se un dato alimento ha una idoneità genetica in verde, giallo o rosso non basta il puro responso di DNA, ma occorre confrontare il dato genetico con una serie di parametri comprendenti la situazione generale dell’individuo e la sua situazione clinica.

In particolare, la determinazione dell’idoneità alimentare di un nutriente per un individuo dipende per  il 16% in sulla sua situazione generale, per  il 40% sulla sua situazione clinica e  per il 44% su quella genetica.

Queste tre categorie di parametri considerati contengono a loro volta altri parametri che incidono in maniera diversa  nel determinare le idoneità alimentari,  tra questi:

– l’età, il sesso, il gruppo sanguigno, il BMI e la circonferenza dell’addome per quanto riguarda la situazione generale

-gli esami di laboratorio, i sintomi psichici e i sintomi organici per quanto riguarda la situazione clinica

– una serie di parametri elaborati in laboratorio per quanto riguarda la situazione genetica

Una mappa alimentare attendibile al 100% richiede quindi che siano eseguiti tutti i test genetici Nigef e il loro confronto con tutti i parametri di laboratorio di recente scoperta, e la risposta di idoneità alimentare di ogni alimento col relativo coefficiente è possibile solo grazie all’uso di  algoritmi  che elaborano tutti i parametri su indicati.

La mappa alimentare si presenta quindi sotto forma di grafico in cui sono elencati tutti gli alimenti, ognuno dei quali ha un coefficiente che va da zero a cento espresso sotto forma di riga evidenziata in verde, giallo o rosso. Più corta o lunga è la riga, più tale alimento ha un coefficiente alto o basso di idoneità, neutralità o non idoneità all’alimento stesso.

Tra gli algoritmi principali usati per l’elaborazione della mappa alimentare vi è quello che considera tutte le caratteristiche nutrizionali di ciascun cibo inserito nel data base degli alimenti, comprendente oltre 650 nutrienti. A loro volta queste caratteristiche nutrizionali sono comparate col grado di influenza che le stesse possono avere, sull’individuo, per un determinato sintomo, caratteristica fisiologica o farmaco assunto dalla persona stessa.

LEGGI LE PARTI PRECEDENTI DELL’INTERVISTA A SABINA SARDU 

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