Mastermind: come potenziare spirito di osservazione e capacità decisionali

Mastermind: come potenziare spirito di osservazione e capacità decisionali

I manuali di self-improvement hanno generato da tempo nei loro lettori più stress di quanto si propongono di alleviare. L’incitamento ad utilizzare  il restante 90% della nostra mente (affermazione peraltro scorretta) lo ritroviamo in saggi più o meno autorevoli che impiegano tecniche più o meno efficaci per aiutarci. Mastermind. Pensare come Sherlock Holmes non appartiene a questa categoria, così come le credenziali scientifiche della sua autrice sono tutt’altro che deboli. Maria Konnikova è infatti laureata a Harvard, ha scritto per Scientific American  e possiede un Ph. D. in psicologia alla Columbia University, dove ha lavorato con lo psicologo Walter Mischel. Ha inoltre collaborato per colonne importanti dell’editoria americana: The New York Times, The Atlantic e per il The New Yorker solo per citarne alcune.

Il suo libro Mastermind nasce da una semplice domanda: che cosa farebbe Sherlock Holmes in questa situazione? Come si comporterebbe? La domanda è tutt’altro che frivola, visto che il saggio divertente, accurato e pieno di esempi e aneddoti è nato proprio riconoscendo una maggiore efficace del pensiero razionale, riflessivo e creativo di Holmes rispetto al metodo impiegato da Watson e dalla maggior parte di noi che spesso cediamo alla prima impressione e alla reattività.

Nel primo esempio esplicativo del metodo di indagine dell’autrice troviamo Watson salire i gradini che conducono dal piano terra alla stanza di Holmes senza badare minimamente al loro numero. Al contrario di Holmes che non perde di vista un dettaglio e che li ricorda perfettamente. Disattenzione, abitudine, pigrizia mentale, certo, ma che ben sottolineano  quanto il Sistema Holmes sia valido per offrirci una maggiore consapevolezza della situazione che stiamo vivendo, e insight utili per prendere decisioni valide per noi anche in situazioni di forte stress.

Molto di quanto è presentato nel libro deriva da studi effettuati da Konnikova su pazienti sottoposti a decisioni in situazioni di grande pressione. Anche in questo caso il Sistema Holmes si rivela utile, evitando di dare una risposta immediata e imprecisa, affidando invece la scelta alla razionalità e al buon senso. Più facile a dirsi che a farsi ovviamente, ma dovremmo tenere conto che Maria Konnikova è un’autrice e una ricercatrice a cui piace sperimentare in prima persona le teorie che sostiene. La sua partecipazione al torneo PCA National di poker le ha infatti permesso di ottenere informazioni utili per il suo prossimo libro sul poker, oltre che un primo posto con una borsa più che rispettabile. Certo le strategie mentali che si traducono nel Sistema Holmes dovranno esserle state d’aiuto, ma anche il coaching di uno dei maggiori insegnanti di poker al mondo, Erik Seidel, avrà avuto la sua bella importanza.

Ciò che colpisce di Mastemind è la capacità, rara, di un’autrice di divulgare temi estremamente complessi senza cadere da un lato nella banalità, dall’altro in una complessità che rende difficile la divulgazione. I casi presentati di volta in volta secondo il metodo Holmes e in base al metodo Watson ci fanno capire quanto in determinate situazioni la logica e la ragione possono rivelarsi utili e tirarci fuori dai guai, oppure ci presentano casi in cui un eccesso di razionalità di cui spesso Watson è vittima, impediscono alla mente di volare liberamente nel mare delle associazioni per trovare quella migliore. Dopotutto distrarsi e impiegare un pensiero laterale per risolvere un problema è una strategia che spesso adotta Holmes: lui che tira di boxe e suona il violino. Sembra che non stia lavorando, ma è invece vero proprio il contrario.

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