Rischio cardiovascolare in menopausa: la prevenzione alleata chiave per ridurlo

Rischio cardiovascolare in menopausa: la prevenzione alleata chiave per ridurlo

Di menopausa rispetto al passato si parla molto di più. A contribuire a questo cambiamento ci hanno pensato diversi fattori, tra cui l’aumento della vita media, che costringe, di fatto, a occuparsi con maggiore attenzione della propria salute.

Documentarsi sull’argomento vuol dire, per forza di cose, scoprire che tra i disturbi menopausa è presente anche l’aumento del battito cardiaco. Conseguenza dei cambiamenti ormonali naturali a seguito della fine della fase fertile della vita femminile, ricorda che, quando la donna non è più in grado di procreare, si apre un periodo che la vede maggiormente soggetta al rischio di patologia cardiovascolare sia rispetto all’uomo, sia in confronto agli anni passati.

La prevenzione è un’alleata chiave per affrontare il problema. Vediamo come introdurla concretamente nella propria quotidianità.

Come mai aumenta il rischio cardiovascolare in menopausa?

Nelle righe precedenti, abbiamo accennato in maniera generica all’influenza dei cambiamenti ormonali tipici della menopausa sul rischio cardiovascolare femminile. A essere decisivo è soprattutto il calo di estrogeni, ormoni che, cosa che non tutti sanno, sono estremamente benefici per la salute del cuore.

Contribuiscono alla fisiologica circolazione del sangue nei vasi ematici dell’organo e, come ricordato da diversi studi e review svolti negli ultimi anni, sono fondamentali per un sano metabolismo lipidico (essenziale a tal proposito è l’azione dei recettori ER-alfa ed ER-beta).

Premettendo che i punti di vista della scienza sul ruolo della terapia ormonale quando si parla di riduzione del rischio cardiovascolare sono, ad oggi, differenti e che è quindi bene valutare la situazione con il proprio curante, basandosi sull’unicità del quadro clinico, ricordiamo l’esistenza di alcune regole di prevenzione che valgono a livello universale.

Quali sono? Scopriamole nelle prossime righe!

Menopausa e prevenzione cardiovascolare: le regole principali

Quando si parla di regole di prevenzione del rischio cardiovascolare in menopausa, è necessario chiamare in causa innanzitutto l’ascolto del proprio corpo. Necessario è attenzionare situazioni in cui i battiti a riposo superano i 100 al minuto – tachicardia – anche di notte.

Essenziale è non trascurare anche le extrasistole, ossia le irregolarità nel battito.

Lo stesso si può dire per la pressione alta – i valori della pressione arteriosa andrebbero rilevati almeno una volta alla settimana, possibilmente a riposo e in situazioni di basso livello di stress – il colesterolo alto e la fame d’aria.

Necessario è concentrarsi sull’attività fisica, che deve essere gestita in maniera rispettosa, ma senza dimenticare la costanza. Le indicazioni di base prevedono almeno 150 minuti a settimana di attività moderata. In alternativa, si può puntare a 75 minuti, ma intensi.

La buona notizia? Come evidenziato più volte dalla scienza – interessante a tal proposito è la revisione sistematica dal titolo Effect of exercise on cardiovascular risk in sedentary postmenopausal women: a systematic review and meta-analysis, pubblicata nel gennaio 2023 – l’esercizio fisico costante nelle donne in menopausa può avere effetti positivi sulla salute del cuore, con risultati concreti su valori come i trigliceridi e la pressione arteriosa, anche se la paziente conduce abitualmente una vita sedentaria.

Cruciale è anche il ruolo dell’alimentazione, con il focus su cibi di origine vegetale e di stagione, fonti di fibre come il pane e la pasta integrale, grassi buoni e proteine ad alto valore biologico. L’attenzione alla dieta deve essere associata ad altre regole fondamentali per uno stile di vita sano.

Quali sono? L’addio al fumo – non importa se si smette in tarda età, in quanto gli effetti, già dopo poco tempo senza la sigaretta, si vedono eccome – e la cura dell’igiene del sonno. Quest’ultima si migliora anche evitando di acquisire peso e di andare incontro a problematiche come le apnee ostruttive, concausa di situazioni di urgenza come gli attacchi ischemici.

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