Malasanità: cos’è esattamente e quando richiedere un risarcimento
Sbagliare fa parte della natura umana, ma dietro il termine malasanità c’è molto di più, spesso, di questa naturale attitudine che contraddistingue la nostra specie. C’è poi da dire che la medicina rappresenta un ramo delicato, in cui gli errori, per il paziente, possono avere conseguenze importanti sulla sua salute e persino mortali.
Ma cosa fare qualora ci si accorgesse di non aver ricevuto le cure professionali adeguate, o qualora questo fosse accaduto a una persona cara come un familiare?
Chi ritiene di essere stato vittima di malasanità non sempre decide immediatamente di denunciare quanto accaduto o di presentare una richiesta di risarcimento. I dati disponibili mostrano che tra l’evento sanitario e l’apertura della pratica risarcitoria possono trascorrere anche alcuni anni. In caso di dubbio è quindi consigliabile richiedere quanto prima una consulenza per risarcimenti malasanità: un servizio offerto da alcune associazioni in maniera gratuita e in grado di offrire un’assistenza sia medica che legale, attraverso il supporto di professionisti qualificati, che ti sapranno accompagnare lungo l’iter opportuno.
In questo articolo cerchiamo di fare chiarezza, focalizzandoci sul concetto di malasanità e su quando si rivela opportuno presentare richiesta per un risarcimento.
Malasanità: ecco cos’è, una panoramica concettuale
Iniziamo analizzando cosa si intende per malasanità. Quando si parla di malasanità si fa riferimento, in termini generali, a quelle situazioni in cui un paziente subisce un danno in conseguenza di cure non adeguate, errori, omissioni o carenze nell’assistenza sanitaria. Il danno può essere permanente, ma anche temporaneo, e nei casi più gravi può comportare conseguenze invalidanti o il decesso.
Alla luce di questa affermazione, è facile intuire come dietro al termine malasanità possano sussistere molteplici dinamiche differenti. Tra le situazioni più frequenti rientrano gli errori medici, gli errori diagnostici o terapeutici, i ritardi nelle cure, le omissioni e alcune carenze organizzative o assistenziali. Tuttavia, un esito negativo o una complicanza non significano automaticamente che vi sia stata malasanità.
A prescindere dal tipo di comportamento, ciò che accomuna le situazioni di malasanità è il mancato rispetto di standard professionali riconosciuti. Tra le circostanze correlate a questo tipo di comportamenti troviamo gli errori commessi durante gli interventi chirurgici. Anche una diagnosi errata o tardiva può rientrare in un caso di malasanità, così come alcune carenze organizzative o igienico-sanitarie della struttura, quando abbiano avuto conseguenze concrete sulla salute del paziente.
Quando presentare richiesta di risarcimento e come procedere
In medicina l’errore può davvero essere dietro l’angolo, ma non sempre si tratta di malasanità: per questo, prima di presentare richiesta di risarcimento, è bene confrontarsi con professionisti competenti.
Ogni caso è diverso e valutare se si tratta di malasanità o no tende a non essere semplice. Occorre infatti valutare, con competenze sia mediche che legali, se vi sia stato un comportamento sanitario non corretto, se il paziente abbia subito un danno e, soprattutto, se esista un collegamento tra quel comportamento e le conseguenze riportate. Solo dopo questa valutazione è possibile stabilire se vi siano reali presupposti per richiedere un risarcimento per malasanità.
Per denunciare un caso di malasanità diventa comunque essenziale assicurarsi il supporto di un legale specializzato in diritto sanitario: soltanto una competenza altamente specialistica assicura maggiori probabilità di successo.
Per valutare correttamente un possibile caso di malasanità è fondamentale raccogliere tutta la documentazione sanitaria disponibile. La cartella clinica rappresenta uno degli elementi principali, ma possono essere altrettanto importanti referti, esami diagnostici, immagini radiologiche, prescrizioni, tracciati e documentazione relativa alle cure successive.
Un legale qualificato saprà indicare quali prove possono risultare davvero utili e persino decisive, così da costruire un solido apparato probatorio.
Se dalla valutazione emerge un possibile caso di responsabilità sanitaria, è possibile presentare una denuncia o meglio una richiesta di risarcimento nei confronti della struttura o degli altri soggetti responsabili.
Anche i termini entro cui è possibile richiedere un risarcimento per malasanità variano a seconda del tipo di responsabilità. In linea generale, possono essere di 5 o 10 anni, ma il calcolo non è sempre semplice e dipende anche dal rapporto tra paziente, medico e struttura e dal momento in cui il danno è diventato conoscibile. Per questo è consigliabile non attendere troppo prima di richiedere una valutazione.











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