Germogli: nei semi piccoli c’è l’energia buona

Germogli: nei semi piccoli c’è l’energia buona

I germogli ad uso alimentare sono facili da coltivare in casa e si differenziano per dimensione e colore, a seconda del tipo di seme.                                                                                                     Contengono proprietà energetiche e sono ricchissimi di sostanze nutritive, quali zuccheri, amminoacidi, sali minerali ed enzimi.

Risalgono notizie storiche sulla loro presenza sin dai tempi degli antichi Egizi, in India e negli scritti di Medicina Tradizionale Cinese, all’interno della quale vengono descritti come fondamentali nella dieta alimentare per le loro proprietà antinfiammatorie e la loro ricchezza in vitamine e proteine vegetali.                                                                                                                                                       Gli Antichi Romani li portavano con sè in sacchetti di stoffa legati intorno alla vita per soddisfare il loro bisogno energetico e sembra inoltre che nel XVIII secolo i marinai li consumassero durante le lunghe traversate per prevenire lo scorbuto, malattia provocata dalla mancanza di vitamina C.

Per far sì che un seme germogli è necessario che ci siano delle condizioni di umidità, luce e calore adatte.  Il processo di attivazione e di produzione del germoglio è chiamato “germinazione” e per ottenerlo si può usare un apposito macchinario semplice da utilizzare: il germogliatore.

Il seme, se conservato bene, può rimanere vivo ma inattivo per molto tempo, fin quando non si verificano le condizioni ambientali ideali affinchè nasca il germoglio. Quando l’acqua viene assorbita dal seme, questo inizia a gonfiarsi e a crescere di volume.  A questo punto hanno inizio varie reazioni chimiche che, complice una temperatura che generalmente va dai 20° ai 28°C, determinano la nascita del germoglio.                                                                                                                                                                                                                                                                                                    Fondamentale è anche il ruolo dell’ossigeno, in quanto il seme ha necessità di respirare per poter crescere, oltre che della luce per attivare la fotosintesi.                                                                            Se il seme germogliato non viene piantato, il suo sviluppo si blocca in fase di germoglio, momento in cui contiene il massimo dell’energia che si traduce in massimo apporto nutritivo.

Alcune delle maggiori proprietà dei germogli sono:
– proprietà rivitalizzanti: grazie al loro quantitativo di vitamine, sali minerali e proteine sono consigliati in caso di sensazione di debolezza e stanchezza
– rafforzano le difese immunitarie, rigenerano e ossigenano le cellule del sangue
– proprietà depurative: aiutano la digestione attraversi gli enzimi, fanno bene a fegato, reni e polmoni, depurano l’organismo
– proprietà antinfiammatorie
– aiutano a regolare la pressione sanguigna

Esistono in natura 40 diversi tipi di semi per germogli, tra cui: soia, lino, rucola, lenticchia, girasole, fieno greco, erba medica, fagiolo mungo, chia, ravanello, trifoglio, cavolo broccolo, ecc.
La maggior parte di essi può essere consumata cruda, altri invece vanno prima sbollentati.

Il numero di coloro che li hanno introdotti nella propria dieta alimentare per beneficiare delle loro virtù continua a crescere. Provali anche tu!

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