La disabilità come risorsa e come ricchezza

La disabilità come risorsa e come ricchezza

Riceviamo e pubblichiamo un intervento della dott.ssa Alessia Marano

“Tutti i membri della società hanno gli stessi diritti umani – che includono diritti civili, culturali, economici, politici e sociali. (…) Tutte le persone con disabilità hanno diritto di essere libere da discriminazione nel godere dei loro diritti”. (Convenzione Onu dei diritti delle persone disabili).

La Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, da parte dell’Assemblea Generale dell’ONU, viene adottata il 13 dicembre del 2006 e sottolinea come la disabilità non sia nella persona stessa ma rappresenti il risultato dell’interazione fra il soggetto e l’ambiente in cui vive. “La disabilità risiede nella società non nella persona”, si legge sul sito delle Nazioni Unite dedicato al tema dei diritti e delle dignità delle persone con disabilità.

Ciascuno di noi si confronta con il mondo della disabilità. Capita a coloro che già si occupano di persone diversamente abili per motivi professionali, a chi è parte attiva di associazioni di volontariato o a chi è coinvolto all’interno di esperienze personali o familiari.

Ma può capitare di scontrarsi con il mondo della disabilità anche durante la vita di tutti i giorni.

Quando si pensa ad un soggetto disabile si pensa subito ad un “diverso”, a qualcuno a cui manca qualcosa.

Diversità che , però, non ha ragione di esistere se pensiamo che ogni essere umano si connota per vissuti personali, stili di vita, carattere che lo rendono unico e, quindi, diverso dagli altri.

Tutto ciò che è diverso è, allora, sinonimo di crescita e arricchimento.

Disabilità come risorsa e, addirittura, come punto di forza perché permette di misurarsi con i propri limiti e potenzialità.

L’errore che, spesso, si compie è l’identificare una persona disabile come un soggetto in difficoltà che necessita di particolari cure a cui bisogna dare una risposta nel modo più veloce possibile.

In tal modo la disabilità viene considerata come fenomeno che descrive totalmente e racchiude dentro di sé l’identikit della persona che abbiamo di fronte.

Ma non è così!

La persona con cui entriamo in contatto prima di tutto è un individuo con specifiche peculiarità e caratteristiche che non possono essere inglobate nella sua disabilità.

Disabilità che, seppur presente, non è la sola e unica protagonista della sua vita.

La prossima volta se dovessimo incontrare sul nostro cammino un soggetto disabile, soffermiamoci a conoscerlo come individuo ponendoci sullo stesso livello.

Scopriamo cosa si nasconde realmente dietro un involucro superficiale.

Dimentichiamo che chi ha una disabilità vuole essere parte integrante della società perché, seppur la vita non è stata benevola con lui, ha diritto come tutti di vivere in pieno la propria esistenza.

Con la speranza che, con il tempo, la società riesca a rompere i muri di pregiudizi e si avvicini al mondo della disabilità con occhi diversi e un cuore aperto.

 

Laureata in giurisprudenza con voto 110/110, la dottoressa Marano lavora a Moncalieri (TO) ed è a disposizione per rispondere alle domande dei nostri lettori.
Si occupa di consulenza legale all’ interno di vari studi e collabora con diverse figure professionali.
Scrivete le vostre domande o richieste legali a redazione@clinicaebenessere.it oppure a marano.alessia@hotmail.it

Di Alessia Marano abbiamo pubblicato anche la seguente intervista 

Quando la legge si schiera dalla parte dei più deboli

 

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